martedì 8 dicembre 2009

BACHECA EVENTI - SPETTACOLI

La Carmen apre la stagione della Scala
Fischi per la regista Emma Dante

Una salve di applausi lunga quattordici minuti ha salutato il successo della Carmen di Bizet, diretta da Daniel Barenboim, che ha aperto la stagione della Scala. Fischi e disapprovazioni, invece, per la regista Emma Dante. Gran parte del teatro ha applaudito ma soprattutto dal loggione sono giunti molti fischi e 'buu'.

"Forse ci sono idee che non sono state capite, perché non si ritrovano nel libretto ma che non sono comunque forzature". Così Emma Dante ha risposto ad una domanda su qualche fischio e qualche contestazione alla fine della Carmen di cui ha curato la regia. "Io comunque non mi preoccupo, sono contenta del lavoro che ho fatto - ha aggiunto - soprattutto del lavoro di squadra che abbiamo fatto, quanto alle contestazioni tutto sommato sono reazioni vitali". Alla domanda se tornerà a una regia operistica, ha risposto: "credo che passerà molto tempo".

E poi scherzando di nuovo sui fischi la regista ha risposto: "non so se dipende dall'età o dalla digestione, ho sempre suggerito che bisogna mangiare dopo lo spettacolo, non prima".

"Questa Carmen diventerà una leggenda, sono molto contento e molto soddisfatto di averla fatta", ha detto il direttore d'orchestra Daniel Barenboim subito dopo la conclusione dell'opera. Il direttore ha espresso soddisfazione per la prova della giovane mezzosoprano Anita Rachvelishvili e ha avuto parole di elogio per la regista Emma Dante. Riguardo alle contestazioni ha detto: "é normale che ci siano. Ci sarebbe da preoccuparsi se l'opera non piacesse a nessuno - ha aggiunto - ma se a qualcuno piace e altri la contestano è nell'ordine naturale delle cose perché sono giudizi individuali".

Fuori dal teatro qualche centinaio di lavoratori dell'industria e di alcuni enti lirici, oltre a esponenti dei centri sociali, ha mandato in scena una protesta decisa, condita da momenti di tensione. Per tre volte i lavoratori, confinati in un angolo di piazza della Scala, hanno tentato di superare le transenne e avvicinarsi al teatro venendo a contatto con le forze dell'ordine mentre fumogeni rossi sporcavano l'aria e lanci di uova hanno sfiorato le mise di chi entrava alla Scala. Raccolti sotto un fantoccio di Sergio Marchionne - numero uno di Fiat - gli operai dell'Alfa di Arese, preoccupati da un possibile spostamento a Torino, vicini ai lavoratori di altre aziende come Tenaris e Lares Metalli. Per tutti, palpabile la rabbia e la paura per i rischi dell'occupazione.

Per tutti come per i rappresentanti del Teatro Regio di Torino, del Verdi di Trieste e dell'Opera di Roma. Accoccolati intorno allo striscione Fus, ossia Fondo unico per lo spettacolo trasformato in 'Fus, Fine ultimo dello spettacolo' per protestare contro i tagli agli enti lirici. La crisi è arrivata alla Scala e la lirica ha reso omaggio alle aziende in difficoltà del mondo del teatro aprendo con un minuto di silenzio. Gli orchestrali, come già successe nel 2007 per commemorare gli operai morti alla ThyssenKrupp di Torino, sono rimasti in piedi in silenzio prima dell'inno nazionale in onore del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nella piazza antistante il teatro ci sono state numerose proteste. Dopo che tutti gli spettatori della prima della Carmen sono entrati in teatro i lavoratori hanno sciolto i loro presidi. Alcune centinaia di persone, gli operai dell'Alfa e di altre aziende in crisi del milanese come i musicisti degli enti lirici italiani, hanno inscenato una protesta più vivace e più sentita rispetto agli anni passati, nella quale non sono mancati alcuni momenti di tensione. In almeno tre occasioni i manifestanti hanno tentato di sfondare le transenne che recintavano l'area della protesta, scatenando alcuni parapiglia con le forze dell'ordine.

Fonte: ansa

Nessun commento: